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Tuttavia, osservando l'evoluzione dei mercati internazionali, emerge una domanda che merita una riflessione più profonda:
I numeri raccontano una storia interessante.
Secondo i dati Enasarco, FNAARC e Confcommercio, in Italia operano oggi circa 206.000- 209.000 agenti di commercio. Una rete commerciale enorme, composta prevalentemente da agenti plurimandatari che rappresentano circa il 74% della categoria.
Per comprendere la portata di questo dato è utile confrontarlo con le altre principali economie europee.
In Germania, la federazione nazionale CDH rappresenta circa 34.000 agenzie commerciali.
In Francia gli agenti commerciali indipendenti iscritti ai registri professionali sono circa 20.000.
Nel Regno Unito con soli 17.000 agenti il sistema è storicamente molto più orientato a strutture commerciali dirette, business development interno e sales organisations specializzate, con una presenza di agenti indipendenti significativamente inferiore rispetto al modello italiano.
Pur considerando le differenze normative e le diverse modalità di classificazione adottate nei vari Paesi, il quadro generale appare evidente.
Questo non rappresenta un problema, anzi.
È un patrimonio professionale costruito in decenni di esperienza sul campo.
Il problema nasce quando la rete vendita viene considerata l'unica leva di sviluppo commerciale, sopratutto in ambiti internazionali.
Molte aziende italiane continuano infatti a impostare i propri processi di internazionalizzazione secondo una formula ormai desueta:
partecipazione a una o due fiere internazionali;
ricerca di uno o più agenti;
attesa che il mercato reagisca positivamente alla qualità del prodotto.
Una strategia che può ancora generare risultati in alcuni contesti, ma che mostra sempre più limiti nei mercati altamente competitivi.
Gli Stati Uniti rappresentano probabilmente il caso più emblematico.
Nel mercato americano raramente un'impresa costruisce la propria crescita affidandosi esclusivamente a una rete di agenti.
In altre parole, costruiscono una presenza di mercato prima ancora di costruire una rete vendita.
È una differenza culturale profonda perche’ molte PMI italiane cercano ancora un agente che possa sostituire una struttura commerciale.
Le aziende americane invece costruiscono una struttura commerciale che consenta agli agenti, ai sales manager o ai distributori di avere successo:
non è una semplice differenza organizzativa ma una diversa concezione del mercato.
In numerosi casi, aziende italiane investono decine di migliaia di euro in una fiera internazionale e successivamente cercano un agente che, a provvigione, si occupi di sviluppare un intero Paese,
un'aspettativa che raramente trova corrispondenza nella realtà.
L'agente può facilitare relazioni ma
non può sostituire una strategia di marketing.
Non può sostituire la costruzione di un brand.
Non può sostituire un'attività strutturata di business development.
Non può sostituire la presenza continuativa sul mercato.
Quando questi elementi mancano, l'agente finisce inevitabilmente per essere giudicato sulla base di risultati che dipendono da fattori molto più ampi della sola attività di vendita.
Il vero confronto internazionale, quindi, non riguarda il numero degli agenti.
Riguarda il livello di investimento che le imprese destinano alla costruzione della domanda.
Per molti anni il vantaggio competitivo delle aziende italiane è stato rappresentato dalla superiorità del prodotto, oggi questo non è più sufficiente.
La qualità rimane un prerequisito indispensabile, ma il successo internazionale dipende sempre più dalla capacità di generare visibilità, credibilità, relazioni e opportunità commerciali prima ancora che avvenga la vendita.
La sfida per le PMI italiane non è ridurre il numero degli agenti, la vera sfida è smettere di considerare gli agenti come una strategia.
Perché nel mercato globale moderno gli agenti vendono ma è il Marketing *quello vero che funziona) che crea le condizioni affinché qualcuno possa comprare.
Fonti:
Enasarco – dati iscritti contribuenti 2025.
FNAARC Confcommercio – dati categoria agenti di commercio italiani.
CDH Germania – dati sulle agenzie commerciali tedesche.
Registri professionali francesi e federazioni degli agenti commerciali.
Associazioni professionali del Regno Unito dedicate ai sales agents e commercial representatives.
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