Contact MTW GROUP
Copyright © 2005-2026 MTW GROUP All rights reserved
MTW GROUP USA, LLC
Corporate HQ:
Miami Tower - 100 SE 2nd St.
MIAMI, FL 33131
U.S.A.
Operation Office:
1200 N Federal Hwy
Suite 269
Boca Raton, FL 33432
Copyright © 2005-2026 MTW GROUP All rights reserved
MTW GROUP USA, LLC
Corporate HQ:
Miami Tower - 100 SE 2nd St.
MIAMI, FL 33131
U.S.A.
Operation Office:
1200 N Federal Hwy
Suite 269
Boca Raton, FL 33432

Oltre i dazi: le nuove strategie per esportare nel mercato Americano
Let's keep in touch with our news, events
and more of our activities.
MTW GROUP USA ha condotto un’analisi approfondita sulle dinamiche del comparto Wine & Spirits negli Stati Uniti, incrociando dati di settore, fonti istituzionali e confronto diretto con operatori della distribuzione attivi in Florida e in altri mercati chiave.
L’obiettivo e' comprendere quali variabili stiano realmente incidendo sulla sostenibilità economica dei progetti di ingresso per i produttori italiani nel 2026.
Il quadro che emerge è più articolato rispetto alla narrativa dominante, spesso focalizzata quasi esclusivamente sui possibili sviluppi dei dazi e delle politiche commerciali statunitensi.
Le dichiarazioni del presidente Donald Trump e le ipotesi di nuove barriere tariffarie hanno riportato il tema al centro dell’attenzione mediatica, tuttavia, mentre molti operatori attendono sviluppi politici prima di prendere decisioni, il mercato americano continua a evolversi in modo silenzioso ma strutturale.
E la vera partita si sta giocando diversamente.
Secondo dati pubblicati da Shanken News Daily (Wine Spectator, Cigar Aficionado, Whisky Advocate, Market Watch) nel 2025, il mercato vinicolo statunitense ha registrato un calo dei volumi pari al 5%, scendendo sotto i 298 milioni di casse da 9 litri. Si tratta del quinto anno consecutivo di contrazione per il comparto wine negli Stati Uniti.
Parallelamente, analisi di NielsenIQ indicano un calo complessivo di circa il 3% nelle vendite di bevande alcoliche nel primo semestre del 2025 rispetto all’anno precedente, confermando un contesto di maggiore cautela nei consumi.
Nel comparto spirits, la situazione appare più resiliente: secondo il Distilled Spirits Council, il segmento continua a rappresentare oltre il 40% del valore complessivo del mercato beverage alcolico statunitense, con performance particolarmente dinamiche nei ready-to-drink e in alcune categorie premium.
Il dato rilevante, però, non è semplicemente la crescita o il calo dei volume: e’ la crescente selettività del mercato.
Il consumatore americano sta diventando più attento, meno fedele alle abitudini consolidate e più incline a scegliere brand con identità chiara e valore percepito forte. Questo scenario rende il semplice inserimento a catalogo insufficiente per garantire rotazione e marginalità.
La compressione silenziosa dei margini
Attraverso il confronto diretto con operatori del 3-Tier System (importatori, wholesaler e distributori territoriali) emerge una dinamica ricorrente: la pressione economica sull’ingresso.
Non si tratta di modifiche normative formali, ma di un insieme di richieste operative che incidono sulla struttura finanziaria del progetto:
• maggiore supporto promozionale richiesto al produttore
• contributi marketing territoriali
• inventory commitment iniziale più strutturato
• aspettative di investimento per attivazione locale
Nel segmento premium e mid-premium, il differenziale rispetto alle simulazioni economiche elaborate nel 2023–2024 può arrivare a diversi punti percentuali di margine.
In un mercato competitivo come quello statunitense, questa compressione non è marginale: incide direttamente sulla sostenibilità del progetto nei primi 12 mesi.
Un altro elemento che emerge dall’analisi riguarda la polarizzazione crescente del consumo.
Le fasce premium tradizionali, storicamente presidiate da molti produttori italiani, mostrano segnali di pressione. Al contrario, le referenze super-premium con forte identità territoriale, storytelling coerente e posizionamento distintivo mantengono maggiore resilienza.
Nel comparto spirits, i brand craft e heritage con narrativa chiara continuano a performare meglio delle referenze generiche.
La qualità del prodotto, oggi, è un prerequisito. Non è più un vantaggio competitivo sufficiente.
Branding e comunicazione
come leve economiche
Uno degli errori più frequenti rilevati nell’attività di advisory è considerare il branding come una fase successiva all’ingresso nel mercato.
Negli Stati Uniti il branding non è una componente estetica, ma una leva economica. Influisce sulla percezione del valore, sulla disponibilità del retailer a sostenere il prodotto, sulla motivazione del distributore a investirvi tempo e risorse.
In un contesto di margini più compressi, la comunicazione diventa uno strumento di protezione del valore, non un costo accessorio.
Per decenni il modello dominante è stato lineare:
produttore italiano > importatore > distributore > mercato.
Un modello efficace in un contesto di domanda crescente e competizione meno sofisticata.
Oggi questo paradigma mostra limiti evidenti.
valore generato:
• monitoraggio dei dati sell-out
• presenza diretta in momenti chiave di attivazione
• attività di branding mirate sul territorio
• dialogo continuo con operatori Ho.Re.Ca. e retail
In sintesi, si passa dal “vendere all’estero” al “governare l’export”.
Un ulteriore elemento spesso sottovalutato riguarda la fase preliminare di selezione dei partner
distributivi. Un rischio che raramente viene discusso apertamente riguarda la selezione del partner distributivo.
⚠️ Secondo i dati del TTB (Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau), negli Stati Uniti risultano
registrate oltre 13.000 entità con licenza di importazione. Tuttavia, una parte significativa di queste realtà non dispone di una rete commerciale attiva o di una reale capacità distributiva multistatale.
In un mercato dove il tempo è un fattore competitivo, perdere 18–24 mesi con il partner sbagliato non è un errore operativo: è una perdita economica, reputazionale e di posizionamento.
Negli Stati Uniti, rescindere o rinegoziare un contratto mal strutturato può essere complesso e oneroso. Per questo motivo, la fase di due diligence e di valutazione preventiva del partner non rappresenta un passaggio formale, ma un momento determinante per la protezione del valore e della reputazione del brand.
Paradossalmente, molte aziende vinicole investono cifre significative in branding e comunicazione nel mercato domestico, costruendo uno storytelling raffinato, coerente e identitario, talvolta però poco rilevante per il consumatore americano, e successivamente affidano l’ingresso negli Stati Uniti a referenti non adeguatamente strutturati o verificati.
Il risultato non è solo una mancata performance commerciale, ma un progressivo deterioramento della percezione del brand.
Il rischio dell'attesa
Il dibattito sui dazi continuerà a influenzare le decisioni politiche e commerciali. Ma mentre molti attendono sviluppi tariffari prima di muoversi, il mercato affina le proprie regole competitive.
L’attesa non è neutrale. L'attesa significa il NON affrontare una scelta strategica.
Nel 2026 non sarà sufficiente entrare nel mercato statunitense bensi’ sarà necessario farlo con una struttura economica aggiornata, una strategia di branding coerente e un modello operativo che permetta al produttore italiano di controllare e non subire il proprio valore.
Il mercato USA si riconferma come il piu' grande consumer market globale e resta una straordinaria opportunità. Ma non è più un mercato che premia la presenza passiva, e nel sistema americano, l’invisibilità è il costo più alto.
Ho.Re.Ca. / Retail / GDO /
Quale la miglior strategia per il tuo brand negli Stati Uniti?
Parliamone!


















Contattaci oggi:











…Non e' solo Business,
ma nutrire relazioni e creare momenti indimenticabili.











