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alt-vendere negli Stati Uniti

Vendere negli Stati Uniti:

LO STATO DELL' EXPORT 

DEL MADE IN ITALY 

NEGLI STATI UNITI


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Gli USA sono sempre di piu’ il principale Destination Market per le imprese del Made in Italy 

Alt-Economymagazine

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L’export italiano “is mushrooming”, e' il modo di dire americano a significare quando le cose stanno crescendo rapidamente, e in effetti sono gli Stati Uniti il luogo in cui si sta dirigendo questo boom.

 

E con l’export in crescita crescono anche gli investimenti diretti italiani negli USA

Alt-vendere negli Stati Uniti

L’economia degli Stati Uniti ha dimostrato una forte resilienza  nonostante l’aumento dei prezzi al consumo e l’aumento dei tassi di interessi applicati dalla FED a dimostrazione della resistenza e crescita sia dei consumi che del mercato del lavoro, allontanando qualsiasi timore di recessione il cui rischio e’ oggi remoto.

In questo scenario di dinamismo gli USA sono sempre di piu’ il principale Destination Market per le imprese del Made in Italy (e non solo) che guardano sempre di piu’ con attenzione ed interesse a come sviluppare new business cosi’ come entrare ed espandersi nel mercato.

 

L’Italia è sempre stata un alleato strategico e un partner stretto degli Stati Uniti.

Oltre ai legami storici e culturali di lunga data e alle profonde radici che legano l’Italia agli USA, all’importante cooperazione militare in atto e alla comune associazione al G7, il raggruppamento informale di sette tra le economie più avanzate del mondo, l’Italia è il 13° partner commerciale globale (a partire dal luglio 2023, avanzando di una posizione rispetto al 14° nel luglio 2022) e 4° partner commerciale europeo degli Stati Uniti.

Allo stesso tempo, gli Stati Uniti rappresentano il 1° e più importante partner commerciale dell’Italia al di fuori dell’Unione Europea, e il 3° mercato di destinazione delle esportazioni italiane.

Alt-exportitaliano

Nel 2022, l’export di prodotti Made in Italy verso gli USA ha raggiunto il suo picco, registrando il suo valore più alto con 65,1 miliardi di euro, una performance solida che rappresenta un aumento del +31,9% rispetto al valore dell’export del 2021 pari a 49,4 miliardi di euro.

 

E il valore del 2021 segnava un +16,5% rispetto all’export del 2020 quando era stato di 42,2 miliardi di euro

Le prime 10 categorie di prodotti delle esportazioni italiane verso gli USA

Nel 2022 in termini di valore comprendevano i seguenti settori (vedi grafico):

 

Macchinari industriali EUR 11.130 MLD

Veicoli (incl. stradali, ferroviari, marittimi, aerei) EUR 10.658 MLD

Prodotti farmaceutici EUR 7.240 MLD

Metallurgia e prodotti in metallo EUR 4.288 MLD

Prodotti alimentari EUR 3.995 MLD

Prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio Euro 2.818 MLD

Prodotti chimici EUR 2.735 MLD

Bevande EUR 2.541 MLD

Moda EUR 2.505 MLD

Mobili EUR 1.773 MLD

(fonte: Ambasciata d'Italia a Washington, su dati ISTAT)

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LE 3F DELL' ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY:

3F è il breve acronimo che riassume in un'istantanea le 3 categorie merceologiche Fashion, Food, Furniture che rappresentano il meglio del Made in Italy per prodotti considerati di altissima qualità.

Un elemento chiave della 3F che caratterizza il desiderio americano per il Made in Italy e che identifica maggiormente lo stile italiano è il Design Furniture, con particolare attenzione ai marchi italiani di fascia alta che soddisfano le esigenze di home decor e home interior di tendenza.

 

In particolare, l'“Eccellenza del Design Made in Italy” trova nel mercato statunitense il 2° mercato di destinazione dopo la Francia, nonché il mercato con il più alto potenziale di crescita.

 

Il valore di mercato dei mobili per la casa ha registrato l’elevato valore di 255 miliardi di dollari nel 2022, iniziando dal segmento di maggior valore rappresentato da sedili, divani e imbottiti, valutato in 41 miliardi di dollari, per finire con i piccoli elettrodomestici da cucina, valutati in 8 miliardi di dollari 

(vedi grafico)

Alt-valoreexportusa

Premesso che i primi 5 esportatori verso gli Stati Uniti (Canada, Cina, Malesia, Messico e Vietnam) coprono il 60% del totale delle importazioni di mobili destinati ai prodotti del mercato di massa nazionale, l’export italiano verso gli Stati Uniti si attesta “solo” a 1,7 dollari. miliardi, ovvero una quota di mercato minima dello 0,7% del valore del mercato statunitense dei mobili per la casa.

 

Ma questa piccola quota di mercato si rivolge solo alla fascia alta del mercato e a soddisfare le esigenze dei consumatori con elevate capacita’ di spesa e che ben comprendono e apprezzano il perche’ acquistare un mobile italiano che soddisfa uno specifico bisogno che fa parte del loro stile di vita.

Come diceva l’iconica stilista francese Coco Chanel: “Il lusso è un bisogno che inizia quando una necessità finisce”, e i marchi di lusso italiani si adattano e soddisfano perfettamente le esigenze di lusso dello stile di vita di lusso del proprietario di casa americano.

 

L’export italiano “is mushrooming”, sta crescendo rapidamente, passatemi questo modo di dire americano a significare quando le cose stanno crescendo rapidamente, e in effetti sono gli Stati Uniti il luogo in cui si sta dirigendo questo boom.

E con l’export in crescita crescono anche gli investimenti diretti italiani negli USA.

 

Le relazioni economiche USA-Italia si sono evolute per riflettere l’attuale scenario globale che è completamente cambiato a causa di una rapida trasformazione digitale che è stata solo accelerata dalla pandemia Covid-19 con il risultato dell’aggiunta dell’intelligenza artificiale (AI), dell’internet delle cose (IoT) ), del machine learning (ML) e del cloud computing al nuovo modo di fare business per divenire così l'area di ulteriore e più profonda collaborazione tra i due paesi.

 

Si tratta infatti di un’area con un grande potenziale di crescita futura, con maggiori sinergie tra grandi imprese da un lato e università e istituti di ricerca e sviluppo dall’altro, e con investimenti diretti esteri (IDE) in cantiere, con l’Italia che guarda agli Stati Uniti non solo per i settori industriali tradizionali dei macchinari, delle attrezzature industriali e delle 3F, ma include l’intelligenza artificiale e le energie rinnovabili come nuovi settori di sviluppo del business.

 

Come affermato da S.E. Mariangela Zappia, Ambasciatrice d’Italia a Washington: “L’impronta del Sistema Italia negli Stati Uniti è forte, dinamica e destinata a crescere, nell’attuale scenario globale in cui è fondamentale rafforzare i legami, anche economici, tra Paesi che condividono valori e visione per il futuro”.

 

Sempre l'ambasciatrice Zappia ha aggiunto: “L'Italia è sempre stata un partner affidabile per gli USA. Puntiamo alla crescita degli investimenti in entrambe le direzioni, soprattutto nei settori più innovativi, dal biotech alla space economy, dalla AI ai materiali avanzati”.

 

Una recente ricerca commissionata dall’Ambasciata italiana a Washington nel giugno 2023, ha evidenziato che 1.826 investitori italiani hanno una partecipazione in 3.519 imprese statunitensi, di cui 3.187 come interessenze di controllo, supportando un totale di 260.000 posti di lavoro e generando ricavi per 143,7 miliardi di dollari.

 

Gli Stati americani di New York e Florida ospitano la maggior parte di queste aziende, rispettivamente 511 e 308, seguiti dalla California con 239 mentre la maggiore concentrazione di aziende (871) è geograficamente localizzata nella regione del Sud Atlantico che comprende gli Stati americani di Florida, Georgia. South Carolina e North Carolina.

 

Inoltre, 1.451 aziende italiane hanno una filiale americana o una joint-venture negli Stati Uniti, mentre 375 aziende condividono più partecipazioni aziendali.

 

La stragrande maggioranza di queste imprese opera nel settore manifatturiero (522 imprese di cui 479 con partecipazione di controllo), con il 22,8% operante nella meccanica industriale.

Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna sono le 4 regioni italiane in cui risiede oltre il 75% degli investitori italiani e sono responsabili di ben oltre il 90% dei posti di lavoro e dei ricavi generati dalle aziende in cui condividono un investimento.

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